sabato 6 aprile 2013

Conformismo, futurismo, fascismo


Conformismo, futurismo

Non posso usare Windows, perchè quelli come me usano Linux. Non posso pensare che le società partecipate che gestiscono l'acqua di concerto con le pubbliche amministrazioni siano da sostituire con compagnie private scelte con gare d'appalto, perché quelli come me pensano che l'acqua deve essere un bene pubblico. Lo penso, ma non lo posso pensare. Lo penso, perciò se incontro uno che la pensa come me, cambio argomento, perché non posso pensarlo. Parleremo della Lazio, o di vacanze. Non parlare di politica non è poi un grande problema. Lo vieteranno, del resto. Pazienza.
Se mi fermano i giornalisti cambio argomento. Però è pesante, si, perché loro vogliono sempre parlare delle stesse cose. Non posso dire che la banda larga non serve a me e a mia nonna perché io col computer ci leggo solo le mail e mia nonna ci deve poter pagare solo le bollette. Sul sito c'è scritto “Banda larga”. Due parole. “Bandalarga”, invece, è quel locale sulla Nomentana, mi pare. Due parole. Ricevuto.
Vieteranno di parlare di politica perché i giornalisti fanno perdere un sacco di tempo. Ti inseguono, sono agguerriti. Lo vieteranno perché il tempo è prezioso. Proprio come a Canary Wharf, a Londra, tra i palazzi della finanza, sono vietate le manifestazioni perché rallentano il prezioso traffico delle informazioni.
Ma sono libero, si, sono molto libero. Di politica economica non capisco nulla, ma ho un consulente. Non mi dà noia, mi manda una breve memoria ogni tanto e io la leggo. Non mi pressa, non disturba. Non mi crea problemi. Mi manda un breve dossier. E io lo leggo. E basta. L'economia è una materia tecnica, come la grafica pubblicitaria. Le esternalizziamo entrambe.
Mi piace tenermi informato su internet. Sono bravo a parlare di quello che ho letto su internet, ma un po' meno bravo a scrivere su internet quello che ho imparato fuori da internet. Tuttavia questa seconda parte credo sia meno importante. Per fortuna internet c'è, non è che lo devo creare io tutti i giorni. C'è, io leggo, e poi vado alle riunioni portandomi le mie patatine e la mia aranciata.
Non mangio carne, perché quelli come me sono vegetariani. Io sto con quelli come me, essi mi giudicheranno bene, spero. Lo vedremo a fine mandato, per la verità. Loro mi giudicheranno, certo, e chi, se no? Non vorrai mica che mi faccio giudicare da chi mangia la carne? Di quelli davvero non mi importa, chi è così stupido da mangiare la carne, al giorno d'oggi, ma lo sai che se tutti gli esseri umani mangiassero la quantità di carne blablablablablabla. Vada al diavolo il mangia-carne.
Mi piace la smart-tv, e non guardo la vecchia tv. Guardo e produco materiale su internet. La tv verrà abolita e posseduta dal potere politico. La tv è complicata. Produttore, autore, apparecchiatura tecnica, presentatore, tecnico luci, tecnico audio, truccatore. Il sito me lo hanno già fatto, è molto più facile. Faccio quello che mi dicono.

Marcia su Roma

Arrivammo il venticinque febbraio duemilatredici. Non ci aspettavamo che le cose sarebbero finite così. Per i nuovi fu diverso. Tutti volevano partecipare, ora, ma noi sapevamo che all'inizio era stato diverso. Noi eravamo serenamente arrabbiati, un tempo, mentre oggi erano tutti confusamente affascinati, come se chissà che cosa fosse di splendido. Continuare a credere nel progetto fu durissimo, molti di noi non ce la fecero. Dopo abbiamo dovuto soprattutto difendere il marchio. Non avevamo capito che il movimento era fondamentalmente il potere di un marchio. Non potemmo difendere il marchio nel mercato, perché il nostro era un prodotto unico, che non aveva un mercato di riferimento. Né potemmo difendere il marchio nell'aula parlamentare, perché un marchio non può essere “difeso” in un'aula parlamentare. Dovemmo difendere il marchio dal Parlamento, dall'ingerenza costituita dal Parlamento stesso che pure noi in parte occupavamo. Lo dovemmo fare perché altrimenti ci avrebbero affossato. Non credevo sarebbe finita così. Acquisimmo una posizione dominante. Una posizione dominante rispetto al nostro mercato, così almeno diceva la comunicazione interna che ricevemmo. Questa fu la comunicazione che ricevemmo, e arrivati a quel punto non aveva senso metterla in dubbio. Sembra incredibile, a pensarci, ma il resto, in fondo, è già noto.