Quando sei ancora piccolo ti dicono di pregare e intendono: renditi inafferrabile, rinchiuditi dove nessuno ti troverà. Lì risorgerai, immenso. Chi lo capisce è bravo. Chi lo capisce è Scelto. Gli altri pregano davvero. Ripetono le operazioni che vanno fatte. Si chiudono in una stanza, in raccoglimento. Espressione, quest'ultima, incomprensibile agli adulti, ma comprensibilissima ai bambini. I bambini la comprendono perché i bambini imparano. E' ovvio che essi seguono il comportamento ma imparano contestualmente che il nome di quel comportamento è "preghiera", o "raccoglimento". Non esiste nessun modo per spiegare questo a un adulto scolarizzato. La ragione è che questi due termini non designano nulla, se non l'aderenza a un modello di comportamento, un'organizzazione dello sguardo e del pensiero. Sono vuoti nomi. Preghiera è solo un nome che designa senza alcuna ragione sia il comportamento quotidiano delle classi intellettuali dirigenti - come i vescovi - sia quello dei bambini che vengono educati alla religiosità, che sono le due cose più diverse che è possibile immaginare.
I vescovi in realtà studiano Hegel, sebbene questo non lo sappia nessuno. I bambini invece quando vanno in chiesa fanno esattamente quello che fanno. E con loro le vecchiette. Le vecchiette in chiesa sono restate "bambine", sotto un certo specifico punto di vista. Ma il vescovo no. Il vescovo è diventato adulto.
Tutti pregano. Perché? Perché si. Tutti pregano, e la preghiera del vescovo non vale di più di quella della vecchietta. Questo ti dicono. E invece no. E invece la preghiera del vescovo vale di più. Il vescovo non sta pregando, sta solo dicendo agli altri di pregare. Il vescovo è la classe intellettuale dirigente. Dice agli altri di pregare e torna nella sua stanza. Ma nella sua stanza non è solo, nella sua stanza c'è Hegel. Lui non è mai solo, per questo non ha bisogno di pregare. Chi non è mai solo non può avere una vita privata, non può avere una moglie. Per avere una moglie bisogna essere soli con lei, ma lui non può. Chi c'è nella sua stanza? Hegel. Hegel, o un altro. Il problema è: come cacciare Hegel dalla tua stanza e farti un po' gli affari tuoi? E' impossibile, perché lui c'è e non c'è. Non ti dice quando c'è, non ti dice quando non c'è.
I pigri
Quasi nessuna delle persone che conosce Hegel è disposta ad ammetterlo. Ammetterlo vuol dire ammettere che si può conoscere Hegel. Si può, non è vietato. Si può passare il tempo a leggere Hegel, mentre in Sudan c'è la guerra, mentre gli operai vanno avanti con pochi euro al mese, mentre gli imprenditori si suicidano. Si può conoscere Hegel invece di andare a ballare, invece di andare al cinema, invece di andare al bar. Si può conoscere Hegel per il gusto di conoscere Hegel. La sovranità del gusto è l'incubo inconfessabile delle classi dirigenti. Il gusto viene insegnato solo a pochissimi. Anzi: non viene insegnato a nessuno. Viene insegnato il piacere, il dovere, gli obblighi, le tradizioni, le abitudini, le cose da sapere, le parole, le battute, le barzellette, le equazioni di Maxwell. Tutto può essere insegnato, tranne lui.
Ammettere di conoscere Hegel è l'inizio del disordine, della follia collettiva. Come si può insegnare Hegel? E' impossibile, Hegel è morto, Hegel è incomprensibile, Hegel è un casino. Non si può ammettere di conoscerlo, perché la risposta sarà la vendetta: come hai fatto? Se tu lo conosci, ci deve essere un modo. E invece non c'è il modo. Si, ci deve essere: dimmi come hai fatto. Io ho imparato le equazioni di Maxwell, tu dimmi come hai fatto a conoscere Hegel. Io ho imparato i dieci comandamenti, tu dimmi come hai fatto a conoscere Hegel. Io ho imparato tutto il testo di "O'Surdato Innamurato", dimmi come hai fatto a conoscere Hegel. Lo inseguiranno, ovunque. Nei recessi, nei tabernacoli, nelle strade, a Piazza Tahrir, dietro al bancone. Con i forconi. Come hai fatto, Infame? Chi te lo ha presentato?
Chi ammette di conoscere Hegel sarà esposto a ogni sorta di ignominia. Qualcuno glielo avrà sicuramente presentato. Qualcuno lo ha convocato. Vocatum, da cui vocazione. E come? Per telefono, per fax? Come ti hanno convocato? Ma Hegel chi, quello che studiavamo a scuola? Allora sei un raccomandato, si, sicuramente. Qualche amico di Hegel gli avrà presentato Hegel. E perché non ti dedichi a qualcosa di più utile? Parassita, incompetente. Tutti quelli che sono ingiustificabili diventano giustificati. Chi va a mangiare al ristorante con i soldi pubblici, chi non paga le tasse, assassini, stupratori, delinquenti, e soprattutto sarà giustificato chi non lavora. Perché conoscere Hegel è uno sberleffo. Non si sa se è vero, non si può sapere se è vero. Conoscere Hegel è la fine della società, è la fine della pace, è la fine di tutto. E' la fine dell'ipocrisia, del ridere, del teatro, dei regali di Natale, del panettone. E tutto questo è troppo, troppo. Troppi cambiamenti, troppo casino, troppo sconvolgimento. Lasciatemi in pace, lasciatemi pregare. Non sono cattivo, sono pigro. Sono anch'io, a mio modo, un bambino che vuole restare sotto le coperte. Per questo, forse, vado molto d'accordo con quelli che pregano davvero, nel senso che recitano le frasi guardando leggermente verso in basso. L'accidia è l'unico peccato che è anche una virtù, sebbene in quanto virtù non abbia nome, tranne quello che a volte viene chiamato grazia. Qual è la differenza tra la grazia e l'accidia? Non so a chi chiederlo. Non credo che al dipartimento di sociologia lo sappiano, proverò.
Alla fine si dirà che era bravo chi stava pregando. Non lo disturbate, prega. Riceve domani, ora sta pregando. Cosa ha fatto questa settimana? Ha pregato molto per la sua comunità. Chi è stato Scelto non riesce ad ammettere che ha passato la giornata a leggere Hegel, o comunque non ha tempo per le conseguenze di una tale pericolosissima ammissione.
I due uomini più potenti del mondo affermano di conoscere Hegel. Il primo perché vuole dare l'esempio, e per lui la cultura è esclusivamente un fine in se stesso, il secondo perché si sente un esempio vivente, e per lui la cultura è esclusivamente un mezzo per i propri obiettivi personali o per gli obiettivi della Persona che lo dirige. Chi afferma di conoscere Hegel lo fa perché teme che la volgarità ucciderà il mondo, ma in ciò si sbaglia. Ci sono ben altri problemi. Nessuno conosce Hegel. Come diceva quel gran pedante di Nietzsche, Hegel "ist tot". E' morto.
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