La condizione psicotica rende quanto più pericolosa e sfiancante l'attitudine mentale a fare sillogismi, perché è una condizione senza uscita.
Forse per questo c'è invece un nesso così forte tra schizofrenia e poesia. La condizione psicotica curva il pensiero, quasi in un atto di auto-protezione, verso la sinergia di significazioni che solo il gesto poetico rende possibile.
Ma, in un altro senso, è più in generale l'esperienza del dolore a suggerire quel tipo di sublimazione che è propria del pensiero poetico. In effetti, senza dolore, non sarebbe affatto possibile la produzione artistica in quanto tale.
C'è un nesso tra astrazione poetica, mistica, e delirio. Tutte e tre prevedono una cognizione immediata dell'astratto, la quale ha come controparte psico-fisica una forma di dolore, o la percezione di un allontanamento del sé dal mondo.
La serenità del mistico, tuttavia, lascia la parola nel suo ruolo "relativo", di mezzo per raggiungere un fine più alto. L'astrazione poetica e il delirio, invece, hanno con la parola un rapporto che potremmo definire assoluto. Essi, infatti, trovano nel "dire" stesso una finalità pura.
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