Guardare il soffitto, farsi richiamare dalla terra. Chiudersi, scemare. Dalla prigionia, la rivoluzione.
Ma tutto sarebbe stato infinitamente più complicato di così. Non ci sono passaggi meccanici, nell'incedere dell'anima. Ogni sete, è conquista.
Salute, o piuttosto salvezza. Tu, la prima, che fuoriesci, confusa tra mille altre gioie, dallo scontro con le bizzarre banalità della gente. Siamo immersi nella società, come spugne.
Per le strade di Cambridge. Come vi ero arrivato, chissà. E come me ne andai. Tu, la seconda, che discendi, secondo tutti, dalla rinuncia. La rinuncia a capire, prima di tutto.
Tenison Road. Alberi roteanti dal vento. Un mare di sospetti bagnati da un cielo scuro.
Un tessuto troppo pieno di relazioni, di vita. Esplodere, un giorno di un aprile qualunque. Non volersi schierare, fino all'ultimo. Fino a morire di mancanza di coraggio. Perché tutto era colmo, e così tutto aveva un suo accettabile senso. Catturato da ciò che altri amarono, conservai i legami che mi furono consegnati dal tempo. Custode volontario di un'illusione, me ne furono affidate molte altre. Scrutato dagli alti monti, venni trovato esangue a scovare perle nei bassi.
Ex captivitate salus.
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