Landini, che mestiere vuoi fare? Con la tua iniziativa politica ti arrischi a costruire consenso attorno a un progetto aspettando che sia poi qualcun altro a raccogliere il lavoro fatto da te.
Ma chi dovrebbe essere questo qualcun altro? Non ci sono soggetti politici forti in questo momento a sinistra che possano o vogliano "salire" su un'iniziativa sociale dal basso e metterci il cappello sopra.
Rischi perciò di far sollevare aspettative attorno a temi caldi e delicati senza avere poi una sponda politica forte attraverso la quale sfogare questa energia accumulata.
In più il tentativo di snaturare la FIOM per i tuoi scopi politici personali non potrà portare molto lontano, perché la ragione sociale di un sindacato resta quella di trovare degli accordi, e non solo o non tanto quella di mobilitare energie politiche, e questo gli iscritti lo sapranno. Si determinerà perciò una contraddizione insanabile tra la ragione sociale dell'associazione e il suo operare concreto.
Non soltanto, ma un partito non potrà nemmeno essere messo in piedi all'ultimo momento e senza un'organizzazione, ma dovrebbe semmai necessariamente nascere da un processo costituente consapevole, pena la costruzione di un soggetto movimentista ma per lo più privo di una cultura politica di governo.
In sintesi: non si possono credibilmente alimentare rivendicazioni politiche senza poi concorrere conseguentemente alle cariche elettive o senza dire fin da subito di volervi ambire, in modo da attrarre a sé un processo di formazione di classi dirigenti.
Insomma, Landini, non ci sono soggetti politici al momento in grado di seguirti in questa battaglia. O fai un partito o forse è meglio che non fai niente.
Landini deve ancora rispondere alla domanda su quale cultura di governo immagina per una sinistra moderna e su quale idea di democrazia sia compatibile con la sua idea di partecipazione politica allargata.
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