Ho
scoperto che di solito alle persone a cui piace Hegel piace anche
downtown Manhattan.
E se per caso a qualcuno di loro non piace uno dei due (di solito il
primo), è perché non sa che esiste. Ma pochi davvero non hanno
presente Hegel: semplicemente non sanno come si chiama. Quasi tutti
ne hanno visto almeno la barba (e non è poco), e spesso hanno anche
sentito dire “Fenomenologia dello Spirito”; se italiani,
probabilmente, facendo zapping su La7, e se, magari, inglesi,
sorbendosi una mezz'ora di educazione civica in formato BBC.
La
coscienza collettiva esiste e come, ed è facilmente identificabile:
è l'ipotesi più noiosa per il tuo tempo libero. Io quelle cose non
le faccio. Davvero. Tuttalpiù leggo Bruno Bauer, seduto a fianco di
un playground a Harlem. Ma a Manhattan no, non ci riesco.
Ci
sono libri che trovo del tutto impossibile leggere. Non è che li leggo, li
conosco. Siedo a tavola laddove la gran parte dei commensali è
sicura che io li sappia a memoria. Ovviamente non li ho mai
letti. E poi non è tanto che io non li abbia letti, è solo che è
ovvio che non li ho letti e che se anche li ho letti non fa
alcuna differenza. Come faccio a ricordarmelo? Forse li ho letti, e
allora? Leggere libri di filosofia, dopo i 25 anni, risulta
tecnicamente improponibile, fa venire l'ulcera. E leggeli prima è inutile. E' sempre la
stessa cosa: come essere a Time
Square e cercare di stupirti, di provare piacere. La Fenomenologia
è la storia della
cultura. Non può
essere interessante. E' in tutte le pagine di tutti gli
altri libri, oltre che
nella copertina dell'ultimo numero di Donna Moderna. Non ti riesce:
l'hai vista troppe volte. Io dico che nessuno legge veramente certi
libri, dopo essersi addentrato nell'età della ragione. Scorci,
pagine, inquadrature, pagine, si. Ma l'intero quadro no, non è
possibile. E del resto come può interessarti davvero
Broadway. Come fai? E' come presentarti a un colloquio di lavoro in
pigiama: che cosa hai fatto finora
nella tua vita? La prefazione
della Fenomenologia
è l'unica parte che puoi affrontare evitandoti una colica. Perché è
bella.
Con le cose belle, infatti, il discorso non funziona. L'immaginario
non solo non è fatto di cose belle, ma non è fatto di cose. E'
fatto di linguaggi. La macchina dell'immaginario non è in se stessa
bella. E' solo un mezzo, uno strumento per altro. Ti permette di dire
le cose più velocemente. Automobili veloci. Time Square. Fretta.
Time Square. Malinconia e consumismo. Time Square. Malinconia perché
consumismo. Time Square. Solitudine perché il consumismo ottunde la
malinconia. Relazioni consumate, tempo consumato, valorizzazione
degli istanti, sorrisi a 32 denti, essere incazzato solo perché sei
povero. Time Square. Storia, puzza di storia. Hegel. Alta cultura.
Hegel. Gente che pensa davvero che esista l'alta cultura. Hegel.
Gente che dice che non andrebbe mai a Time Square. Glielo chiedono e
non ci pensa: non
ci andrò mai. Ci
andrebbe eccome, lui si che ci andrebbe. Semplicemente non ci pensa,
la risposta è pronta prima. L'unica cosa che è sicura è che non
andrebbe ad Harlem, perché non sa cos'è, e soprattutto non sa come
rendere le cose che sono poco interessanti più interessanti di quello che
sembrano. Haarlem è al fianco ad Amsterdam. Lo sapeva che New York
si chiamava Nuova Amsterdam? Certo che no: tutto quello che è
avvenuto in America prima del 1776 non è intrinsecamente
interessante, dunque non gli interessa.
Certe persone non sanno come rendere
le cose interessanti. Le persone che sanno rendere le cose
interessanti, invece, odiano le cose interessanti, perché fanno
perdere un sacco di tempo e tolgono la voglia di fare. Certo Hegel è
forte, però non ti rappresenta. Leggi
al massimo due pagine perché è complicato, o nonostante sia
complicato. Nessuno riesce mai a chiedersi cosa ci sia scritto
davvero, dentro la Fenomenologia. E poi la gente la legge davvero la
pubblicità sui cartelloni di Time Square? Secondo me si, eppure dopo
non comprerebbe mai la Coca-cola che ha visto sul tabellone. Siamo a
Time Square, quindi quella è una
pubblicità. Non devo
comprare davvero quella roba, dopotutto siamo a Time Square. Quei
tabelloni mi dicono cosa dovrei comprare, e io mica sono fesso.
Hegel è insopportabile, certo. E
Time Square l'hai già vista in quel famoso film. L'immaginario
collettivo serve al massimo a chi ogni sera va in un bar diverso. Per
gli aficionados del Bar Sport è molto più divertente leggere l'elenco telefonico:
ogni nome una possibile storia. Certo è difficile rendere di nuovo
interessante il bar di ieri sera. Male che vada posso invitare gli
amici a casa, però, e se non vengono ho ancora l'elenco da finire. Per
fortuna è lunghissimo, sono ancora alla B.
E poi domani scrivo alla
Coca-cola, e gli dico di comprare spazi pubblicitari sulla prossima
ristampa della Fenomenologia. Altro che Time Square. Se quei
pubblicitari sapessero quanta concentrazione ci vuole per leggere la
sezione “Oggettività” della Fenomenologia, comprerebbero
uno spazio pubblicitario ogni due righi. Qui a Cambridge va in
tipografia, nell'edizione inglese, ogni paio di settimane, e sono
sicuro che quelli lì, ad Atlanta, queste cose non le sanno. Gli do
un consiglio, poi fanno come pare a loro. Spero solo che la Coca-Cola
non fallisca mai, ecco tutto. È
così maledettamente buona.
2 commenti:
Posso dire che mi piace Hegel? Quindi anche Manhattan? Ma se mi piace anche Cartesio che posto del mondo mi consigli di visitare? :)
Non so, al momento mi risulti piuttosto sfuggente. Finora hai detto tre cose e ti piacciono tutte e tre. Se ti piacciono sia Cartesio che Hegel che Manhattan potresti trovare gradevole persino Torre Annunziata. Perciò fossi in te inizierei da Easyjet: ha le offerte più vantaggiose in prima pagina. Oppure al contrario la butterei sul mistico, e inizierei a riflettere sul vero significato di una famosa espressione imputabile a Jamiroquai: "Travelling without moving".
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